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Sistema d’allerta d’impresa: un pericoloso vortice da cui mettersi al riparo?


Ci sono novità nell’aria…

Il 15 febbraio è uscita una nuova normativa che cambierà molti aspetti della vita d’impresa così come la conoscono tutti gli imprenditori: il nuovo Istituto d’Allerta d’impresa, creata dal Governo Italiano con l’obiettivo di contrastare la crisi e l’insolvenza.

In che modo?

Obbligando l’imprenditore ad adottare un assetto organizzativo adeguato ai sensi dell’art. 2086 del Codice civile.

L’impresa dovrà mettersi nella condizione di rilevare la crisi facendo prevenzione e dovrà dotarsi di organi di controllo, sindaci e revisori.

La procedura d’allerta è quindi un nuovo istituto che, da una parte, obbliga l’imprenditore a monitorare tempestivamente la situazione aziendale, e dall’altra rappresenta uno strumento di tutela aziendale, evitando che una situazione di difficoltà non “presa per tempo” si aggravi, fino a diventare crisi senza ritorno.
Con l’entrata in vigore di questa normativa, le opinioni sulla sua efficacia ed efficenza sono discordanti, ecco cosa ne pensiamo noi.

Pericoloso vortice o possibilità di cambiamento positivo?

Se dal punto di vista concettuale l’impianto del nuovo istituto si presenta virtuoso e raffinato, tuttavia presenta non pochi punti interrogativi sul lato pratico.

Ci spieghiamo meglio.

Con L’istituto d’allerta nascono anche gli OCRI, (Organismi di composizione assistita della crisi) istituiti nelle Camere di Commercio, che avranno il compito di gestire le situazioni aziendali problematiche.

Qui la domanda sorge spontanea, quali strumenti concreti avranno i professionisti dell’OCRI? Quali potenzialità d’intervento potranno avere?

Secondo noi, ben poche! Perchè il pool di professionisti “calati dall’alto” non potrà necessariamente avere una conoscenza approfondita dell’azienda, della sua storia, dei prodotti, dei mercati in cui opera, per non parlare del fatto che non potrà dedicare il tempo che serve per ogni situazione. Non dimentichiamo che per uscire dalle difficoltà ed affrontarne i cambiamenti che ne conseguono, ci sono tanti Step da seguire.

Va da sè che, in non pochi casi, l’intervento si ridurrà a convocare qualche creditore per chiedere riscadenziamenti, sconti sul debito o nei casi più avanzati di crisi, si occuperanno di indirizzare l’impresa verso una procedura giudiziale.
Questi provvedimenti presi superficialmente probabilmente creeranno negli stakeholders l’effetto contrario, una situazione di incertezza e maggiore chiusura. Le banche, i fornitori, i creditori prima di esporsi e andare incontro all’imprenditore devono fidarsi.

E noi lo sappiamo bene, come riportiamo in questo contributo.

Le azioni per “far rialzare” un’impresa in caduta libera verso la crisi, sono delicate e devono essere specificamente studiate su ogni caso.

L’OCRI dovrà quindi sanare le difficoltà delle imprese interessate, ma senza avere gli strumenti adeguati, un intervento atto a diminuire le difficoltà potrebbe portare al risultato contrario… a rendere la situazione più critica.

Proprio per questo utilizziamo la metafora del “PERICOLOSO VORTICE” perchè se l’azienda in crisi viene segnalata all’OCRI, creerà allarmismo e insicurezza fra gli stakeholder che con la loro reazione di chiusura aggraveranno la situazione di difficoltà, intrappolando l’azienda in una situazione di forte disagio.

Quindi questa normativa non è per forza nociva (se si previene l’intervento dell’OCRI) ma anzi può portare l’azienda a un cambiamento positivo se ci si affida a professionisti esperti e attenti.

Vuoi sfuggire dal vortice dei sistemi d’allerta del Governo? Previeni la crisi e ascolta i campanelli d’allarme provenienti dalla tua azienda. Mettiti nella condizione che qualunque imprevisto non possa scalfirti, rendi la tua impresa pronta per il CAMBIAMENTO.

Se hai deciso di difenderti dai sistemi d’allerta contattaci, a seconda dei tuoi obiettivi, noi sapremo come intervenire.

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DI MONDAINI PARTNERS

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